Fuori onda rubati, un falso problema

download

Il capitolo dei fuori onda “rubati”, scaturito dalla ventilata (e smentita dalla magistratura) frase malaugurante pronunciata in danno di Lucia Borsellino, è l’ennesima follia della politica e del malcostume mediatico nazionale. Nel frattempo, però, galleggia la prospettiva di una severa sanzione penale a carico del malcapitato di turno. In effetti, anche questo è un sintomo dell’incertezza del diritto, della confusione tra etica e diritto e della sovrapposizione disinformativa al servizio della libertà di informazione.

I principi e le leggi che regolano informazione e diritti della persona esistono già, non c’è bisogno di inventarne di nuovi. La materia concretamente regolata dalle leggi, in relazione alla notorietà delle persone coinvolte nelle fughe di notizie e all’interesse del pubblico ad essere informato anche sugli aspetti meno nobili delle vite private, è affidata alle scelte dei direttori di giornale, al buon gusto del pubblico e alla parità di trattamento riservata dai tribunali.

La linea del Nuovo Mille rispetto alla divulgazione delle notizie (che siano notizie!) è assoluta, con gli unici limiti della protezione dei più deboli e della sanzione, quando sia falsamente attribuito un reato o quando le pubblicazioni “suggeriscono” comportamenti infamanti. E’ evidente che smentite e chiarimenti devono avere almeno pari trattamento divulgativo. Per il resto, ampia libertà. Chi delinque o progetta di delinquere e stupidamente si confida con un interlocutore di fiducia (oltre che con il maresciallo in ascolto), merita ampia divulgazione. Se la frase “incriminata” è una battuta, il contesto e il mancato evento criminoso esimono il preteso reo da ogni colpa e il giornale lo risarcisce. E’ meno complicato di quanto possa sembrare.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*