Elio Toaff, il ricordo del Direttore


Elio Toaff, rabbino storico della comunità ebraica di Roma, persona di grande cultura e umanità, è morto alla soglia dei cento anni di vita. Di lui ho due ricordi. Uno risale agli anni lontani dell’adolescenza ed è legato al Liceo Virgilio di Roma, frequentato da uno dei figli di Toaff, che una volta venne a parlare di ebraismo. Non ricordo alcun riferimento al genocidio. Ritengo per tatto nei confronti dei giovani ascoltatori e per prudenza civile. Erano gli anni della ricostruzione e della pacificazione.

I protagonisti dei decenni precedenti, sopravvissuti in Italia e in Europa, erano impegnati anche nelle istituzioni e la “memoria”, che in seguito avrebbe assunto il nome di Olocausto o Shoah ed è divulgata come monito, sarebbe stata causa di rinnovato odio e distruzione. Non so se il differimento della divulgazione sia stato oggetto di decisione ragionata, nel mondo, così come in Italia, per questo motivo, ovvero se sia semplicemente appartenuto alle cose. Ritengo, però, che sia stato bene così.

L’altro ricordo è mediato, viene dalle mie conversazioni con Giuliano Vassalli, altra grande personalità della società e della repubblica, quasi coetaneo di Toaff e suo amico. Con Vassalli eravamo d’accordo che l’ebraismo esprima, oltre alla religiosità, una grande cultura, tanto interessante, quanto, in effetti, poco nota. Intrisa di tradizione, la cultura ebraica si sostanzia nelle scritture, ma soprattutto nei comportamenti che vivificano le scritture. La Cabala ne è l’esempio emblematico. Molti nel mondo parlano di Cabala, ma pochissimi, quasi soltanto esponenti della comunità, sanno cosa sia e a cosa serva.

Alla famiglia Toaff e alla comunità ebraica romana giungano le condoglianze del Nuovo Mille e del direttore.

Conversazioni
27 4 2015 - 16:32

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il ricordo di Elio Toaff dell’avv. Virgilio Gaito:

Ebbi il piacere e l’onore di conoscere il Professor Elio Toaff durante i miei anni di collaborazione con l’Avvocato Roberto Ascarelli, mio Maestro di vita e di professione, nello studio del quale nel 1951 iniziai la pratica forense rimanendo poi a lui associato per venti anni fino alla Sua prematura scomparsa. Nel suo Studio qualche anno più tardi iniziò la pratica e rimase con noi anche Renzo Gattegna, che avrebbe poi raggiunto importanti traguardi professionali e nell’ambito della Comunità ebraica romana e nazionale venendo eletto Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche.

Il Professor Toaff era legato da profondi vincoli di stima e di amicizia con Roberto Ascarelli e una volta venne a fargli visita nel nostro Studio in Piazza di Spagna dove Roberto volle presentarmi a lui. Ne ebbi subito un’impressione di grande forza non solo fisica ma soprattutto spirituale, lo sguardo vivo e penetrante che, unito ad un eloquio brillante ed estremamente colto, soggiogava l’interlocutore che metteva perfettamente a proprio agio intervallando la conversazione con fini battute ricche di humour.

Per me non ebreo ma ormai divenuto familiare con la comunità israelitica che mi sentivo onorato di assistere per aiutarne tanti sopravvissuti alla Shoah raggiungere la sospirata terra dei patriarchi e ad ottenere le sacrosante riparazioni purtroppo solo materiali, la figura di Rabbino Capo di quella Comunità del Professor Toaff suscitò un immediato sentimento di simpatia rafforzatosi in ammirazione dopo averne conosciuto le vicende drammatiche da lui vissute sotto il Fascismo e durante l’occupazione nazista di Roma sfidando persecuzioni, deportazioni , torture per rimanere accanto ai suoi fedeli che lo hanno ripagato di pari amore fino all’ultimo istante della sua lunga esistenza.

E ricordo la cortesia dimostratami quando, avendo io, nel corso di quell’incontro nel nostro studio, espresso il desiderio di vedere i rotoli della Bibbia da lui custoditi presso la Sinagoga, mi fece l’onore di invitarmi a casa sua in Via Catalana dove si diffuse ad illustrare vari significati della Torah e di altri libri preziosamente illustrati della sua ricchissima biblioteca..

La sua squisita cortesia mi spinse alcuni anni dopo, quando organizzai, nella qualità di Gran Maestro della Gran Loggia del Rito Simbolico Italiano, un convegno internazionale a Roma nel 1992 presso l’Hotel Parco dei Principi sul tema “Pitagora 2000: una nuova etica per il terzo Millennio”, di intervenire come relatore nella sua qualità di Rabbino Capo di Roma, per trattare l’argomento insieme ad altri esponenti delle religioni monoteiste, nonché di un lama tibetano. Egli, in quei giorni ammalato, si scusò rammaricandosi profondamente per il contrattempo che gli impediva un interessante confronto di idee su un tema tanto interessante, ma si premurò di delegare un suo più giovane Rabbino del suo Ufficio che, al termine del convegno, su invito di un rappresentante della Massoneria regolare come me, unì le sue mani a quelle di un illustre docente cattolico dell’Università Urbaniana , di un pastore protestante, di un sufi musulmano e del lama tibetano, tutti concordi nel riconoscere l’Amore come sublime e valido vincolo tra gli uomini di buona volontà. Dopo il convegno il Prof,. Toaff volle ringraziarmi per l’importante opera di avvicinamento tra le varie religioni da me realizzata in un mondo dove l’intolleranza continuava a mietere tante vittime innocenti.

La sua figura resterà indelebile nella storia non solo dell’ebraismo ma della cultura.

Virgilio Gaito

Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*