ELETTRICO VS DIESEL: PENSARE CON UN NUOVO MODELLO AMBIENTALE

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Elettrico o diesel? E’ la disputa del momento, che sta condizionando scelte future con grandi risvolti economici,  ed è incentrata  sugli aspetti di emissione di CO2 ed altri gas inquinanti. Aspetto senza dubbio importante, ma ormai superato dai nuovi paradigmi sulla economia circolare, che sono alla base del COP 21, come la mitigazione delle emissioni di CO2.

Il processo di  mitigazione avviene sia diminuendo le emissioni sia incrementando la fissazione della CO2,  come nella produzione di biogas dalla produzione  agro-zootecnica e dalla frazione organica dei rifiuti ( FORSU).

Quando si produce biogas, infatti, la matrice residua – digestato – trattiene  una buona parte della CO2  che viene poi riutilizzata in agricoltura. Nel caso di biogas agricolo, inoltre, le piante che producono la biomassa lasciano nel terreno una buona parte della CO2, fissata nell’apparato radicolare e nel residuo di sfalcio.

Quindi, mentre l’uso di biogas nel peggiore dei casi è “carbon neutral”, al momento la trazione full elettrica  nel suo complesso è emissivo di CO2 – in contrasto con l’accordo COP 21 –  poiché la produzione elettrica necessaria  è in gran parte ancora fatta  con combustibili fossili. Oltre al fatto che, per i grandi produttori di elettricità, la ricarica delle automobili elettrica  è una grande opportunità di produzione.

L’auto elettrica va bene se caricata con energia fotovoltaica, cosa che si può fare in una villetta dotata di fotovoltaico con accumulo che di notte ricarica l’automobile, ma non è possibile  nei grandi agglomerati urbani.

Spingere sul “full electric” in carenza di energia rinnovabile diventa di fatto una accelerazione alle emissioni nette di CO2  da parte dei grandi produttori di energia  e quindi l’unico sostegno ( incentivo) dovrebbe essere in sistemi di auto full electric solo se alimentate da fonti energetiche rinnovabili. Contestualmente al fatto di sostenere la conversione di RSU in combustibili secondari, derivati dalla frazione organica e da plastica  riutilizzabile come Combustibile Solido Secondario (CSS)  anche convertibile con processi, in fase di studio, che lo fanno diventare un Combustibile Liquido Secondario (CLS) adatto per motori diesel.

In tutto questo atteggiamento  una politica proattiva per impiantare alberi nella protezione dal dissesto idrogeologico, delle tecniche agronomiche che lascino gli apparati radicali dopo la raccolta in terra  e la cura dei parchi pubblici – bellissimi in molte città, abbandonati a se stessi a Roma – , una tutela della qualità delle acque dolci e marine che fissano la maggior quantità di CO2 nel pianeta con la fotosintesi, rappresentano strumenti molto utili. Ma questa mentalità  deve cominciare nelle scuole, in maniera strutturata,  facendo diventare l’accordo COP 21 di Parigi sottoscritto dai Paesi aderenti all’ONU – con esclusione degli USA –  un testo base da diffondere, discutere ed attuare.

 

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