Dove va il Corriere della Sera? Polito dice la sua


Nel corso di una serata rotariana Antonio Polito, vice direttore del Corriere della Sera, ha parlato di politica e società. Titolo della conversazione “Verso la terza repubblica”, con o senza punto interrogativo, ha costituito materia di dibattito. Dopo la relazione, che ha consentito ai rotariani di apprezzare la preparazione e la capacità divulgativa di Polito, alcuni presenti sono intervenuti, secondo consuetudine rotariana.

Un intervento, in particolare, sulla recente intervista del Corriere a Putin, ha richiesto a Polito precisazioni e previsioni sulla linea del giornale. L’intervista a Putin non dovrebbe essere uno scoop isolato, si dovrebbe inserire, nella previsione di sviluppo, in un ampliamento dell’orizzonte informativo. Dall’Italia al mondo. Il progetto, se di progetto si tratta, e non di mera ambizione, potrà contribuire alle esigenze di rinnovamento della società italiana, a condizione che la direzione e la redazione siano adeguate. Non volendo, con questo, mettere in discussione le qualità intrinseche delle persone, quanto il “mandato” della proprietà, che da molti anni svolge, apparentemente, azione di zavorra, invece che di propulsione.

Il Nuovo Mille è intervenuto varie volte sulla linea del Corriere, che non rappresenta più la buona borghesia lombarda (tra l’altro, in forte calo), ma non si è ancora riposizionato nel settore. La direzione, in tal caso, sarebbe di transizione, con buona pace di Fontana appena arrivato. Ma qualcuno, dietro le quinte, nello studio ovale del giornale (ci sarà un ponte di comando!), si sta occupando di questo o Polito ha fatto una fuga in avanti? A Polito o agli gnomi del giornale l’ardua risposta.

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