Il crimine organizzato è dietro l’angolo

polizia

Il grave ferimento di Manuel Bortuzzo, stella nascente del nuoto italiano, ha provocato sdegno, sconcerto e solidarietà per la giovane vittima, che dovrà affrontare un lungo percorso di riabilitazione. Speriamo per il meglio. Ma chiediamoci anche cosa sta accadendo in luoghi, che, fino a poco tempo fa, sembravano esenti dai fenomeni di criminalità organizzata.

A Roma, la famosa banda della Magliana, celebrata dalle fiction, ha governato i bassifondi cittadini a lungo, perché muoveva soldi, alimentava i vizi (conservando presumibilmente le tracce più significative) ed era compromessa con le frange di alcuni poteri. Come, in seguito, è emerso drammaticamente. Le altre organizzazioni criminali non entravano, per la presenza della temibile banda, se non in base ad accordi, il cui mancato rispetto era severamente sanzionato.

Con la sua scomparsa, vecchie e nuove organizzazioni hanno cominciato a contendersi il campo. Ci sono stati attentati clamorosi in pieno centro. Ora il controllo viene esercitato, secondo i rumors, su numerose attività lecite, con mezzi illeciti. Ma non c’è ancora un assestamento (e speriamo che non ci sia mai) e gli scontri tra i gruppi malavitosi sono frequenti, con conseguenze a carico dei cittadini perbene, come nel caso di Manuel.

Altro tragico fatto di cronaca è stato l’omicidio di Desirèe, nel quartiere San Lorenzo, che non si deve considerare un episodio isolato, come hanno testimoniato gli abitanti della zona. Spaccio e violenze sono all’ordine del giorno, ad iniziativa delle etnie più varie.

La mano della criminalità, alimentata dal giro vorticoso di denaro da riciclare, si è poi allungata sul litorale e ha fatto passi da gigante verso nord (il sud è già controllato da tempo).

Una volta si sarebbe detto: dove andremo a finire? Ora si può dire che, senza un pronto intervento, su vari livelli, si andrà a finire nel baratro.

 

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