COVID 19: pandemia di protagonismi in uno scenario da incubi


Se da una parte in Italia e nel resto dell’Europa  siamo in presenza di una fase di decrescita dei contagi, comunque con una catastrofe di morti dei quali nessuno vuole assumersi le responsabilità,  le Americhe sono in piena fase di espansione dei contagi con una mancanza di strutture pubbliche che nel caso dell’Italia invece ha fortemente mitigato la gravità della situazione; ne è uscita vincente l’immagine di una Sanità pubblica efficace e la generosità dei Sanitari  che hanno lasciato sul campo i loro morti, persone che hanno consapevolmente  affrontato un rischio mortale con una dedizione assoluta onorando un patto  morale con i loro pazienti;  sono gli eroi del nostro tempo da non dimenticare insieme a tutto Il personale dei servizi di supporto come i tecnici di laboratorio che processano campioni senza sosta

Adesso viene la fase complicata con al governo dei Paesi europei alcuni governanti che delle difficoltà affrontate per creare una solidarietà europea dopo la tragedia della seconda guerra mondiale non hanno  memoria:  si ritengono vincolati  nel proprio mandato odierno  ad  eludere le ragioni profonde che hanno portato alla creazione ed alla crescita della UE.

Il veto dei cosiddetti  “paesi frugali” offende il più elementare principio delle democrazie compiute  e cioè la rappresentanza maggioritaria degli interessi di una collettività: ma come pensano coloro che non rappresentano nemmeno il 10% della popolazione dell’UE  di condizionare gli interessi oggettivi delle situazioni generati dalla pandemia del COVID 19 e di quelle ancor più drammatiche in termini sociali delle crisi socio economica che sta investendo l’Europa intera?

Sorge spontanea una domanda: ma non potremmo fare a meno di loro e basare gli investimenti – ma anche i ritorni – solo sui Paesi solidali nell’affrontare la crisi post COVID 19? Cosa fanno di indispensabile questi Paesi per l’economia europea oggi e nel futuro?  Ognuno può darsi una risposta ma per ora il sogno europeo è un incubo.

Anche FCA deve fare un esame di coscienza sul mantenere la sede sociale in Olanda se perdura questa posizione dei  “paesi frugali”  assolutamente antistorica.

Come avevo già scritto il virus non è un organismo intelligente ma tremendamente opportunista nell’approfittare della stupidità delle persone: la movida scomposta in alcune Città italiane  non è un buon segno e rischia solo di danneggiare ulteriormente il comparto della ristorazione e turistico, ma vedremo tra 15 giorni i risultati.

Rimane aperta la situazione lombarda:  dove tutto è iniziato ma che se non finisce pregiudica la situazione nazionale poiché il numero assoluto dei contagi  – e dei morti – è ancora elevato  e l’azione politica si rivolge a valutare le situazioni immunologiche delle persone – che non danno la patente di cessato rischio – piuttosto che aumentare la quota dei tamponi prendendo esempio dalla vicina Regione del Veneto; questo è uno degli scenari da incubo poiché se nelle Regioni più virtuose l’apertura dell’anno scolastico a settembre non da’ problemi molto invece si deve temere  per le scuole della Lombardia  che non subirà in silenzio una situazione di maggiore contenimento dei rischi; le elezioni regionali a settembre, se la situazione non è normalizzata su tutto il territorio nazionale sono un incubo.

Ma verrà anche per la Lombardia il tempo delle elezioni regionali.

Sul fronte dei vaccini l’unica cosa certa è che è diventata una corsa   con spot  mediatici,  senza pubblicazioni di livello scientifico  e per sapere se il vaccino funziona  dovremo aspettare anni su dati effettivi di popolazioni e  qui vi è il terzo incubo: chi governa le scelte strategiche dell ‘OMS e chi definirà i piani di vaccinazione per l’Africa e con quali risorse per 1.217 milioni  di persone?

Per ora si dovrà puntare alla diagnostica precoce  negli asintomatici basata su analisi di rischio di popolazioni regionali  e sulle pratiche clinico terapeutiche che i nostri bravi medici hanno messo a punto con l’esperienza ancora in corso  mettendo le persone fragili al centro dell’attenzione;  speriamo o che i giovani prendano le raccomandazioni con grande serietà  anche per non diventare un soggetto di spesa pubblica che mina l’economia reale del Paese togliendo risorse alle politiche di sviluppo di cui loro sono i maggiori interessati.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*