Commento all’incontro del M.i.l.l.e. con Davigo


Quando la libertà di espressione sancita dalla costituzione sfocia in diffamazione? E che rapporto ci deve essere tra un eventuale risarcimento richiesto dal diffamato e l’effettiva entità dell’offesa? A questi quesiti hanno provato a rispondere, in un incontro promosso dal Nuovo M.i.l.l.e, il consigliere Piercamillo Davigo insieme allo storico e politologo Mario Pacelli.

Il dibattito prende spunto da una recente vertenza in corso tra Piercamillo Davigo e il quotidiano online “Legno Storto”, per un articolo ritenuto diffamatorio, e dal successivo risarcimento ottenuto dal consigliere della Corte di Cassazione, come riportato anche da Il Giornale in un articolo che criticava in maniera decisa la condotta dell’ex p.m.

Rispondendo all’invito del segretario generale del M.i.l.l.e Ugo Scuro, Piercamillo Davigo ha così potuto esprimere la propria posizione sull’argomento, sostenendo che il risarcimento richiesto per una diffamazione a mezzo stampa dovrebbe rispondere alla doppia valenza di una pena pecuniaria, quella punitiva ma anche quella di deterrente. Considerando la rettifica come una semplice riproposizione dell’offesa, e quindi mezzo inadeguato a risarcire un eventuale danno d’immagine subito, il risarcimento economico dovrebbe prima di tutto rendere sconveniente la reiterazione dell’offesa da parte dello stesso o di altro soggetto. E questo sarebbe ottenibile solo attraverso una punizione per definizione sproporzionata.

Il consigliere Davigo ha poi messo l’accento sul legame indissolubile che dovrebbe esistere tra la libertà di espressione e la responsabilità personale, anche in rapporto a una verità storica oggettivamente conoscibile.

Mario Pacelli ha sottolineato invece come la tutela della persona, garantita dall’art. 2 della costituzione, sia stata di fatto ignorata dalla dottrina legislativa Italiana, e sia stata delegata quasi esclusivamente alla giurisprudenza, costretta quindi spesso, come aggiunto dal Consigliere Davigo , a sostituire il ruolo legislativo del parlamento. Quando invece, visto il rilievo dell’argomento, sarebbe auspicabile un coinvolgimento globale, anche a livello internazionale, per sviluppare un tema così  preponderante nella tradizione liberale.

Pochi purtroppo i rappresentanti della controparte, assenti sia Legno Storto che Il Giornale. Occasione persa per rendere ancor più interessante il dibattito, che avrebbe così avuto presenti tutte le parti in causa, e avrebbe permesso un maggiore e più esaustivo approfondimento dei temi trattati senza il rischio di una visione parziale della questione.

di Lupo Oddi Baglioni

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