CLASSIFICA SULLA QUALITA’ DELLA VITA IN ITALIA: VINCE MILANO. ROMA AL VENTUNESIMO POSTO.

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Milano è la prima città, per qualità della vita, nella classifica sulla vivibilità delle province italiane (in tutto 107), nell’indagine 2018 del Sole 24 Ore, Per la prima volta in assoluto, dopo 29 edizioni, la metropoli lombarda si piazza in cima alla graduatoria, posizione alla quale si era avvicinata negli ultimi anni, fermandosi però, sempre al secondo posto. Subito sotto, nel podio delle città in cui si vive meglio, si trova Bolzano, mentre al terzo posto Aosta, scesa di un gradino rispetto all’anno precedente. Resta stabile invece la posizione di Roma, al 21esimo posto, in linea con la posizione del 2017 (quando si trovava al 24esimo posto).

L’indagine ha come obiettivo l’inquadramento delle condizioni di vivibilità e benessere delle città attraverso 42 indicatori, suddivisi in sei macroaree: «Ricchezza e consumi», «Affari e lavoro», «Ambiente e servizi», «Demografia e società», «Giustizia e sicurezza», «Cultura e tempo libero». Una classifica insomma, che tiene conto del benessere come fenomeno sociale ed economico a più dimensioni.

Ecco allora che Milano svetta grazie agli alti indicatori reddituali, come i depositi in banca pro capite ed i consumi medi, e vince come miglior Smart city, mentre risulta poco vantaggiosa per il costo medio degli affitti. Svetta anche, piazzandosi al terzo posto, per il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni, pari al 69,5%, ma allo stesso tempo risulta essere una delle città più litigiose e meno sicure del Paese, seconda solo a Napoli per le rapine.

 

Fonte: elaborazione Il Sole 24 Ore del Lunedì)
(Fonte: elaborazione Il Sole 24 Ore)

Il premio per peggior provincia in cui vivere spetta invece a Vibo Valentia, che si trova all’ultimo posto della classifica,  circondata da numerose altre città del Sud, come Foggia, Taranto, Reggio Calabria e Crotone. Basti pensare che la più alta provincia meridionale compare solo al 73esimo posto della classifica, con Ragusa.

Le città del Sud vengono “bocciate” dunque, tenendo conto della quasi totalità degli indicatori, a partire dalla qualità dei servizi, dalla durata dei processi, o dalle spese per minori, disabili e anziani, ma svettano invece nella categoria della «Demografia e società», dove troviamo Napoli al primo posto come città più giovane d’Italia, seconda per tasso di nascite solo a Catania, che può festeggiare un miglioramento anche sul fronte della ricchezza e dei consumi, grazie ai prezzi di vendita delle case.

Quel che appare dall’indagine del Sole 24 Ore è una fotografia realistica del Paese, ma non certo positiva. Mostra un’Italia profondamente divisa e disomogenea, in cui il divario Nord-Sud sembra condizionare, inesorabilmente, le prospettive di vita dei cittadini. Non c’è da meravigliarsi dunque, se il tasso di migrazione dei giovani meridionali verso il settentrione e verso l’Europa risulti così elevato, Un’Italia che, sotto molti punti di vista, sembra ingessata in una società sempre uguale a se stessa.

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