Cina, Dolce e Gabbana in disgrazia

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Uno spot pubblicitario rischia di costare a Dolce e Gabbana il mercato cinese e ai ricchi fan cinesi appassionati del marchio prestigioso un viaggio all’estero per lo shopping. L’immagine della bella modella cinese, alle prese del cannolo con le tradizionali bacchette, in Cina non sarebbe stata gradita e per Dolce e Gabbana è scattata l’accusa di razzismo e sessismo da parte della stampa occidentale.

I due stilisti non si sono fatti pregare per apparire contriti. Business is business. Ma non è bastato. E’ stato scomodato, tra i tanti esperti, un sinologo, secondo il quale non sarebbe finita qui. La posta in gioco è un mercato di centinaia di milioni. A pensar male si fa peccato, con quel che segue.

Noi non crediamo che lo spot sia all’apice dei pensieri di Xi Jinping, in tutt’altre faccende affaccendato.  C’è da sospettare, piuttosto, che si tratti di una guerra commerciale, più che di uno scontro tra culture. Anche perché i cinesi sono dotati notoriamente di senso dello humour e di una profondità di pensiero, che gode di tradizione millenaria e non teme il confronto con uno spot immaginato per divertire. Ogni popolo ha i suoi lati deboli e presta il fianco alla burla. Pensiamo soltanto per un attimo a quello che viene detto degli italiani nel mondo.

In sostanza, vista la marea montante, Dolce e Gabbana, persone di mondo, hanno fatto bene a scusarsi, perché altrimenti avrebbero dato a pensare che siano impermeabili alle critiche. Ma se il battage prosegue, cerchino i responsabili della campagna mediatica che li sputtana tra i loro concorrenti e non in Cina.

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