Churchill pittore interessato


Fortunato acquisto in un mercatino rionale di un quadro a soggetto bucolico firmato da Churchill.

Per pochi euro un collezionista di opere particolari ha comprato un classico paesaggio svizzero, dipinto da Churchill, pittore improvvisato nella primavera del 1945. Per incontrare Mussolini senza dare troppo nell’occhio, Churchill era andato in Svizzera con cavalletto, tele e pennelli.

L’esito degli incontri non fu fortunato per Mussolini, come sappiamo, né per l’oro italiano, trasferito a Salò e dintorni dopo l’8 settembre e nascosto o depositato dal governo provvisorio in banche di fiducia. Sistematicamente depredate negli ultimi giorni del conflitto o, in alcuni casi, “convinte” a consegnare le casse depositate nel caveau.

Talvolta a fronte di una ricevuta approssimativa o di un corrispettivo simbolico. Come nel caso del quadretto di Churchill, graziosamente offerto con tanto di lettera al direttore della banca, intimidito, a dir poco, dalla presenza dei militari inglesi, cortesi solo a parole, e nemmeno tanto.

Parte della storia di quegli anni dovrebbe essere riscritta. E, siccome la regina non consente l’accesso agli archivi di stato, posto che gli 007 dell’epoca abbiano lasciato tracce delle loro numerose incursioni in Italia, si deve ricorrere ai rinvenimenti fortunosi, tipo il quadretto di Churchill. Ma non solo.

Per dire, Mussolini e la Petacci erano ancora vivi all’alba del 29 aprile, quando i cadaveri dei gerarchi erano già stati portati a Milano, e furono uccisi poco dopo. Per mano di chi? Di certo, non del partigiano noto come comandante Valerio, impegnato nella lugubre rappresentazione di piazzale Loreto.              

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