Caso Ilva, nuovo arresto

ilva

Il giudice per le indagini preliminari (ancora in corso) ha ordinato l’arresto di cinque fiduciari, o ritenuti tali, della famiglia Riva, sostituita da Enrico Bondi, indimenticato risanatore di aziende decotte, nella direzione dell’azienda. I fiduciari sono accusati di svolgere attività funzionale al compimento di reati ambientali e ad omettere interventi in materia di sicurezza.

Il Sole 24 Ore informa che “prima dell’intervento drastico della magistratura, che su di loro aveva acceso i fari da mesi, è stato il commissario Enrico Bondi a voler mettere da parte questo governo parallelo della fabbrica“. I fiduciari avrebbero goduto di un potere di fatto idoneo allo svolgimento di attività esuberanti le funzioni formali e le deleghe di responsabilità assegnate dalla direzione e, in concreto, alla suggestione del personale sottoposto. Infatti, l’ordinanza precisa che “i fiduciari hanno operato in Ilva impartendo ordini e direttive in perfetta unità di intenti con la proprietà forti della consapevolezza della formale irresponsabilità della loro condotta“.

L’esigenza di interdizione di tale attività illecita avrebbe comportato l’arresto. Rimane soltanto da chiedersi perchè questi signori non siano stati semplicemente licenziati, invece che arrestati, ed eventualmente perseguiti, a piede libero, per l’attività illecita commessa. Salvo che l’arresto non sia in alcuni casi una nuova forma di licenziamento. Speriamo di no.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

Leggi gli altri articoli
Lettera al Corriere della Sera
Cultura e società / Lettera al Corriere della Sera