Caso Cucchi, la svolta


Stefano Cucchi avrà giustizia. A distanza di 9 nove anni dalla morte si è rotto il fronte delle complicità. Uno dei carabinieri in servizio quella notte ha parlato. Il processo non dovrà stabilire se qualcuno sia responsabile della morte, ma chi sia responsabile e per quale reato, comunque omicidiario.

La svolta premia la tenacia e la capacità di Ilaria Cucchi, la sorella della vittima, che non si è mai data per vinta, che è riuscita dove molti altri avrebbero fallito. Il sistema non l’ha assistita. Stefano Cucchi è entrato in carcere vivo ed è uscito morto. Questo ha gridato la sorella per 9 anni. Il fratello era nella custodia dello Stato e lo Stato, nel suo caso, ha fallito. Perché non ammetterlo? Ora l’organo giudiziario sta rimediando, per quanto possibile, perché ad una morte, certamente imputabile a qualcuno, a rappresentanti infedeli dello Stato, in effetti non si rimedia.

L’odissea giudiziaria, che – ricordiamo – è passata per l’imputazione di medici (assolti in Corte di Appello con sentenza in seguito cassata dalla Corte di Cassazione) e di altri agenti (assolti in via definitiva), è stata lunga e tortuosa. L’opinione pubblica è stata disinformata e incerta, fino a tempi recentissimi. Perché la vittima – ha urlato Ilaria Cucchi – era una persona qualsiasi.

Il caso è ancora aperto e sarebbe ingeneroso tirare conclusioni affrettate. Però si può dire, già adesso, che il caso Cucchi costituirà un precedente di civiltà giuridica.

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*