C come arance

melakitchen-nuovomille

L’altra mattina mi trovavo nella hall di un noto centro medico di Roma per la solita routine di analisi per la mia seconda gravidanza.

Questi luoghi solitamente sono asettici, non hanno odore, ne’ personalità, ne’ tanto meno sapore ma ad un certo punto, mentre ero seduta ad attendere il mio turno, un profumo inconfondibile ha invaso la sala: forte, intenso, avvolgente, che non sentivo da mesi. Il caffè? No, l’arancia.

E’ il sole della SS A/I, sia per il suo colore che per la sua forma, straripa di succo e dolcezza. E’ forte, ha un carattere deciso, si fa sentire, a chi non è capitato in ufficio di sentirne l’odore a sale di distanza, quando magari quel collega che non ti fili mai ne sta mangiando una e tu finalmente ti accorgi che esiste (il collega non l’arancia!)?.

In qualunque luogo se ne stia spremendo una, che sia un bar, una casa, un concept store, è subito Natale, è subito calore e allegria, perché, diciamocelo, nelle grigie e piovose giornate novembrine se non ci fossero loro ad illuminarci un po’, ci butteremmo tutti solo sul cioccolato.

E loro sposano bene anche quello; le più note case produttrici di barrette al cioccolato hanno fatto del binomio arancia/cioccolato uno dei loro cavalli di battaglia, per non parlare delle loro scorze di finissimo cioccolato ricoperte, non piacciono a tutti è vero, me per prima. Ma anche qui ci sono scorzette e scorzette, per chi è di Roma o solo di passaggio qui e se non vi piacciono provate ad assaggiare quelle della Pasticceria Boni in Via Po’, cambierete idea!

Dagli usi più semplici come per sostituire il limone nelle torte o in abbinamento alle noci a fine pasto, nei risotti e nelle mousse, a quelli più azzardati come per insaporire il salmone o far saltare il pollo, o caramellate per dare carattere ad una maionese.

Perché avete mai provato le insalate d’inverno a base di spinacino, arance pelate, salmone, melograno, formaggio, mandorle e topping allo yogurt greco? Una vera delizia. Io le amo anche nella versione più banale, una sana spremuta di arance e mandarini, è un confort food da sballo.

Dicono che a fine pasto, specialmente a fine cena, sia pesante da digerire mentre costituisce una pura fonte di energia al mattino per la prima colazione ma da non abbinare al cappuccino, l’accostamento potrebbe essere fatale! Insomma un frutto buono e molto versatile, di quelli che dopo che lo mangi ti senti bene.

In Italia la sua origine, come noto, appartiene alla Sicilia, dove, secondo alcuni, che ne affidano l’Origine alla Sud Est Asiatico, venne portata in Europa via terra tramite la via della Seta, secondo altri via mare dalla Cina grazie ai marinai portoghesi nel XVI secolo.

Al contrario di ciò che i più pensano, originariamente è nata come un ibrido fra il pomelo (forse il più antico agrume appartenente alla famiglia delle Rutaceae) e il mandarino, e in Sicilia veniva chiamato melarancia.

Di tipologie ne esistono un centinaio, alcune note (sanguinello, tarocco) altre meno, le due grandi distinzioni sono fra quelle amare o quelle dolci e quelle bionde o quelle rosse.

Vi è mai capitato di aprirne una e trovarne dentro una molto più piccola? Ecco non è difettata, si chiama ombelicata, è una varietà particolare che si distingue perché, appunto, contiene al suo interno un altro frutto che ricorda per forma e posizione l’ombelico.

Le sue proprietà nutrizionali, sopra tutto per il rafforzamento del sistema immunitario  e quindi prevenire raffreddori e febbri, sono ormai ben note a tutti. Non solo vitamina C e A quindi ma anche B1,2, utile per l’assorbimento del ferro, per combattere la fragilità capillare, per gli occhi, per la pelle (è diffuso anche l’uso in cosmetica), per regolare l’assorbimento di zuccheri, grassi e proteine e tanto altro ancora. Si fa prima prima a dire che 2/3 arance al giorno soddisfano il nostro fabbisogno di Vitamina C.

In forma liquida, solida o in qualche impasto, mangiate, mangiate e mangiate tante arance. Oops è arrivato il mio turno, prelievo e spremutina per tirarsi su.  Altro che galatina ai frutti.

Curiosità: Per chi non è di Roma consiglio di visitare il noto Giardino degli Aranci, all’Aventino, accanto alla Chiesa di Santa Sabina anch’essa splendida da vedere.

Gli aranci cresciuti nel giardino sono della tipologia amara ma c’è una pianta di arancia dolce che secondo la tradizione è stata portata da San Domenico nel lontano 1220, dalla Cina secondo alcuni o dalla Sicilia secondo altri, dove era stata a loro volta portata a seguito della conquista arabo-berbera. Visitando il giardino potrete inoltre godere di una delle viste più mozzafiato sulla capitale.

 

ricetta-pollo

Have a Clogo-cooklogo-cookK

 

Conversazioni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*