Attilio Boldoni, un eroe ventenne che divenne Generale


Articolo redatto in collaborazione con il Dott. Ciro Niglio

In questi giorni ricorre il centenario della nascita di una figura centrale tanto per l’Arma dei Carabinieri, quanto per l’Italia intera, il Generale Attilio Boldoni, un ufficiale che segnò la storia nella Seconda Guerra Mondiale e nella lotta al terrorismo nell’Italia degli “Anni di Piombo”.

Per capirne la centralità è utile ripercorrere brevemente la sua vita. Nacque a Napoli il 13 novembre 1921, intraprendendo sin da subito la carriera militare, dapprima (a 15 anni) presso la Scuola Militare Nunziatella di Napoli e poi presso l’Accademia Militare di Modena, raggiungendo negli anni ’80 il grado di Vicecomandante dell’Arma dei Carabinieri (allora il grado più alto per un carabiniere).

La sua vita fu segnata da innumerevoli sofferenze e fatiche, che gli verranno riconosciute anche con due Medaglie d’Argento al Valor Militare, conferite – entrambe – quando era appena vent’enne.

La prima onorificenza gli venne concessa a seguito della campagna di Russia, dove – nel conquistare un avamposto nemico – portò in salvo i superstiti feriti (solo uomini 16, su 68 che erano partiti con lui), trainando egli stesso la slitta nonostante le ferite ed un piede congelato.

La seconda Medaglia, a Roma. Come noto, l’8 settembre 1943 il maresciallo Badoglio annunciava l’armistizio ed accanto agli italiani, in tutta Italia, erano rimasti solo i Carabinieri con le loro Stazioni, mentre il Paese andava a dividersi in due.

Da questo momento Boldoni affronterà la clandestinità, lavorando sotto copertura anche come manovale (assumendo il nome di battaglia “Attilio Bozzi”), per aiutare gli assetti operativi dei Carabinieri rimasti nella Capitale, creando una fitta rete informativa e di approvvigionamento viveri-materiali in coordinamento con i suoi comandanti (molti dei quali saranno fucilati alle Fosse Ardeatine), organizzando una fortissima resistenza con base operativa nel quartiere Parioli (vicino a dove oggi sorge il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri).

Nella tarda serata del 6 ottobre 1943, il giovane Boldoni, Comandante della Tenenza Roma Parioli, era stato convocato in caserma per un rapporto all’indomani, alle 6 del mattino. Intuendo che i tedeschi avrebbero potuto attuare una trappola nei pressi della Tenenza, con la conseguenza di un rastrellamento in caserma, il Sottotenente Boldoni preavvisò i suoi carabinieri di non entrare in caserma se non lo avessero visto arrivare.

Quel mattino Boldoni – dopo aver raccolto le informazioni che confermavano il rastrellamento – non arrivò al comando consentendo così a circa seimila carabinieri di scappare ben prima che il rastrellamento fosse concluso.

Per merito anche di tali azioni, verrà conferita la Terza Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Bandiera della Benemerita, concessa dall’allora Presidente Sandro Pertini.

Il ricordo della figura del Generale Boldoni è forte oggi nell’Arma, anche – ed in modo particolare – perché d’esempio per tutti i futuri carabinieri e non solo per le sfide che affrontò nonostante la giovanissima età, ma soprattutto per le strategie (per l’epoca innovative) attuate in Russia, durante il periodo di resistenza e nella lotta al terrorismo negli anni 70 e 80, che tutt’ora sono d’esempio per le sfide alle minacce contemporanee che l’Arma ed il Sistema Paese sono chiamati a contrastare quotidianamente.

Infine, nei prossimi mesi uscirà un libro sulla vita del Generale Boldoni, che consentirà di contestualizzare al meglio la sua duplice figura di Ufficiale e Uomo, che sono state fondamentali e fondanti di importanti sviluppi e cambiamenti resilienti nell’Arma.

  “A chi ci segue (…) diciamo: «Uomo semplice ed onesto onora con il lavoro e con il sacrificio un nome degno. Ama Iddio, la Patria e la Famiglia e se qualche volta sei incerto fermati un istante per voltarti indietro a rimirare il passato, per continuare ad andare avanti sulla strada giusta, sulla via maestra! (Gen. D. Attilio Boldoni, estratto inedito).

Per un approfondimento didascalico si consiglia di consultare il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri e l’estratto al seguente link https://www.filodiritto.com/attilio-boldoni-un-eroico-sottotenente

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