Aprite i porti, urlò Emma Marrone

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Emma Marrone, cantante di successo, presumibilmente a digiuno di politica, sul palco per fare spettacolo, ha invocato “porti aperti” (all’immigrazione vecchia maniera) e si è scatenato il finimondo.

Un esponente della Lega ha commentato oltre le righe (ed è stato espulso dal partito), ma la polemica è divampata. Il leghista ha mantenuto il punto e ha detto che Emma ha fatto male (lo ha detto diversamente) a esprimersi su una scottante questione politica, in quel modo e in quella circostanza, traendo vantaggio, dalla sua indiscutibile allure, a beneficio dell’argomento.

Sallusti ha aggiunto che Emma dal suo attico può dire quello che vuole, ai poveretti, anche suoi fans, che subiscono il degrado della immigrazione incontrollata e disordinata. E anche lui è stato immediatamente tacitato da Luca Telese (senza argomenti).

Noi diciamo la nostra. Non apprezziamo che noti e amati personaggi dello spettacolo approfittino delle occasioni artistiche, riservate al divertimento, per dire la loro (o per fare eco) su questioni che richiedono una preparazione e un dibattito. Se ne approfittano. Ed Emma, bravissima cantante, se ne è approfittata.

Precisiamo, salvo equivoci, che alle gaffe non si replica con la maleducazione, ma le gaffe rimangono tali.

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