Alessandro D’Avenia: La letteratura che piace ai giovani (e non solo).

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L’amore salva? È con questo interrogativo che ha inizio l’ultimo libro di Alessandro D’Avenia, “Ogni storia è una storia d’amore” edito da Mondadori, uscito da poche settimane e già affermatosi tra i volumi più venduti in libreria.

D’Avenia, insegnante per vocazione oltre che per professione, è al suo quinto best-seller, che lo vede confermarsi come uno degli autori contemporanei più apprezzati dal pubblico, capace di attirare adolescenti e genitori, grazie alla sua capacità di parlare di cose alte applicate alla quotidianità. Di essere semplice e profondo allo stesso tempo.

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L’ultimo libro ne è una nuova, piacevole conferma. Il tema, come si evince dal titolo, è niente di meno che l’amore. L’argomento più trattato nella storia della letteratura, eppure il punto di vista usato lo rende innovativo e, per questo, molto interessante: sono le donne di grandi artisti a parlarne, raccontando la propria vita, e gli epiloghi delle storie d’amore che hanno caratterizzato le loro esistenze. Da Zelda Fitzgerald a Olga Rudge (amante di Ezra Pound); da Jeanne Hébuterne  (moglie di Modigliani) a Giulietta Masina (moglie di Fellini, fino alla morte, avvenuta a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro), e così via per 36 storie che si susseguono delineando un “ventaglio”  ̶  come l’autore stesso ha definito  ̶   in cui si passano in rassegna tutte le tipologie di amore. Dall’Amore, con la “a” maiuscola, capace di donarsi totalmente, al disamore che cerca solo un modo diverso per affermare il proprio ego. A fare da filo rosso tra le vicende di queste donne e artiste, la storia d’amore per eccellenza, quella di Orfeo ed Euridice, narrata da Ovidio nelle Metamorfosi, non propriamente una storia felice, in quanto finita ancora prima di cominciare. L’intento, infatti, è quello di ridare veridicità e concretezza all’amore, strappando quella patina di romanticismo o, al contrario, di cinismo che spesso lo avvolge.

Ecco spiegati i motivi per cui così tante persone, soprattutto giovani, si avvicinano ai libri di D’Avenia, nonostante la dilagante crisi della lettura, in un mondo in cui scorrere lo schermo del cellulare ha sostituito il gesto di sfogliare le pagine. Forse non è poi così vero, come si dice, che le persone non amano più andare in profondità. Forse manca solo qualcuno che abbia la delicatezza di farlo, senza dare risposte ma semplicemente facendo le domande giuste. Che poi è quello per cui la letteratura esiste. Fin dai tempi di Omero.

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