33 trentine, un libro imbarazzante


La provincia autonoma di Trento ha pubblicato un libro destinato alle scuole, a scopo presumibilmente didattico, su 33 trentine celebri.

Nella galleria delle trentine c’è il ritratto di Mara Cagol, che partecipò alla fondazione delle Brigate Rosse e trovò la morte in un conflitto a fuoco nel 1975 in Piemonte. La pubblicazione ha suscitato notevole sconcerto, perché le ragioni della notorietà di Mara Cagol purtroppo non le rendono merito e non possono essere da esempio a giovani studenti.

E’ vero, invece, che la realtà di quegli anni è stata complessa, sfaccettata e, ancora oggi, di rado viene compiutamente rappresentata.

Il fenomeno brigatista si affacciò a Milano a metà degli anni 60 e venne segnalato con la dovuta attenzione dal prefetto in carica, Mazza, in un rapporto che in seguito divenne noto con il suo nome. Le alte sfere si disinteressarono del tutto.

Non credendoci, come se il prefetto avesse esagerato per mettersi in mostra, oppure credendoci e facendo lievitare il fenomeno. Contribuendo, così, a quella sequenza di eventi che divenne nota, anni dopo, come strategia della tensione. Punteggiata di rapine, rapimenti e assassinii. Ad opera delle Brigate Rosse e di gruppi più o meno collegati ed influenzati.

Ricordiamo, tra gli assassinii più noti, quelli del commissario Calabresi, a Milano nel 1972, e di Pasolini, a Roma nel 1975. Che il movimento studentesco, ribellistico, ma innocente, iniziato nel 1966 nell’università di Berkeley in California, avesse cambiato natura già nel corso del 1968, era evidente a tutti quelli che volevano vedere. A maggior ragione, alle autorità investite dell’ordine pubblico e delle funzioni di intelligence sia al Viminale (saldamente nelle mani di Federico Umberto D’Amato), che a Forte Braschi.

Le autorità intervennero con risorse adeguate soltanto dopo la morte di Moro, ancora addensata di mistero, sulla quale abbiamo scritto più volte. Ma i danni alla vita civile e sociale c’erano già stati.

Nei giorni scorsi, la strategia della tensione è stata rievocata alla Camera con riferimento alle stranezze dei disordini avvenuti a Roma. La stagione politica e sociale è completamente diversa, ma non bisogna trascurare la capacità di adattamento dei furfanti, chiunque essi siano e dovunque siedano.      

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