CORONAVIRUS , UNA SPINTA ALL’EVOLUZIONE DEI COMPORTAMENTI UMANI


I virus sono formidabili parassiti obbligati degli animali (uomo compreso)  ed hanno sempre prediletto le comunità dense di individui dove le possibilità di diffusione interpersonale è più semplice; l’obbiettivo è quello di riprodursi a spese dell’ospite che raramente uccide ma generalmente “influenza” lo stato di salute dell’ospite.

L’Umanità nel secolo passato ha sconfitto con i vaccini malattie devastanti quali vaiolo, poliomielite, rabbia, epatite e nel caso dell’AIDS con protocolli terapeutici che hanno migliorato la sopravvivenza degli infetti; nel caso di altri virus quali raffreddore ed influenza la grande variabilità immunogenica non permette vaccini stabili ma la loro preparazione di anno in anno.

Altri Coronavirus sono apparsi  con effetti molto duri come nella SARS  ma per fortuna con scarsa infettività e quindi si è esaurita la loro diffusione che rimane però latente ma questo nuovo Coronavirus di origine animale, pur se con scarsa patogenicità, ha una grande capacità di contagio e quindi ha messo in difficoltà le comunità dove l’uomo vive a stretto contatto con animali, anche selvaggi, in sistemi metropolitani densi e numerosi: appunto le megalopoli cinesi dove insistono ancora presenze  di mercati tradizionali  con scarse precauzioni igieniche.

 

Iniziato in sordina con una sottovalutazione del rischio da parte delle autorità sanitarie cinesi  gli infetti non sintomatici sono andati normalmente in viaggio ed al lavoro ed una parte di questi è andato in giro per il mondo: si è dovuta imporre una quarantena su un comprensorio di 15 milioni di persone mandando in crisi la organizzazione ospedaliera che ha reagito come possibile anche con la creazione dal niente di strutture ospedaliere in pochi giorni.

Impedendo però il lavoro non solo è collassata la produzione cinese ma con un perfetto effetto domino nella logica delle economie interconnesse  il ciclo produttivo mondiale ha una battuta di arresto che comporterà a sua volta una crisi economica globale.

Che potere questo Coronavirus !

E’ il risultato della fragilità del modello sociale di questo millennio che ha davanti a sé un periodo  nel quale tutti i modelli esistenti dovranno essere ripensati in un mondo nel quale l’invadenza dei “social media”  è più potente delle capacità dei Governi e della Finanza  strutturata.

I vaccini per essere efficaci hanno bisogno di tempo per la loro produzione su larga scala e probabilmente saranno disponibili quando questo fenomeno nel corrente anno si sarà profondamente mitigato sia per fase stagionale che per efficacia delle azione preventive di diffusione, in primis il controllo  immediato dei focolai li dove si manifesteranno, in tutto il mondo,

L’attenzione della ricerca si dovrà concentrare nel breve periodo a molecole naturali e/o sintetiche ( Nature Review, Drug Discovery 2020 – Therapeutic options for the 2019 novel coronavirus   ) capaci di intercettare la propagazione generalizzata  del virus nell’organismo sin dalle forme lievi ed un sostegno alla risposta immunitaria naturale nelle persone infette ; rimangono comunque a rischio le persone defedate per altre patologie e/o anziane con decadimento dello stato generale di salute.

Quello che hanno fatto le Autorità Sanitarie italiane avrà un giudizio prossimo venturo nella evoluzione dei fatti e bisogna comunque ritornare, dove non vi sono focolai di infezione, ad una vita normale che è il primo fattore che condiziona  lo stato di salute delle persone.

Comunque è di grande valore la capacità dei nostri sanitari, dei ricercatori  di tutto il personale di supporto che rappresenta per i Cittadini un pilastro per la loro sicurezza.

Il  Coronavirus ci dato un segnale molto  preciso sulle debolezza strutturali del modello economico su cui è organizzata   la vita degli abitanti di questo pianeta  nel quale il disagio umano è strettamente correlato a quello animale ed alla qualità ambientale: dobbiamo riflettere e approfittarne per migliorare i nostri modelli comportamentali in una logica di spinta evolutiva positiva del modello socioeconomico.

Se non capiamo la lezione in un pianeta sovraffollato di umani , la prossima volta può essere una catastrofe: i microrganismi che popolano questo pianeta da 3500 milioni di anni e che   sopravviveranno  dopo tutte le specie animali (uomo compreso),  non hanno principi etici: vogliono solo moltiplicarsi e si sanno adattare meglio di qualsiasi altro  organismo ai cambiamenti ambientali che avverranno nel Pianeta Terra

 

prof. Giampietro Ravagnan

ordinario f.r. di microbiologia Università Ca’ Foscari -Venezia

ricercatore senior associato all’ Istituto di  Farmacologia Traslazionale – CNR

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