di Alessandro Scuro | pubblicato il 31 gennaio 2012 | in Brevi di cronaca
Sembra che trecentomila euro per una serata, in realtà per un’oretta o poco più, possano bastare a Celentano, purchè la Rai garantisca libertà di parola e di silenzio. Fermo restando il legittimo dubbio che il silenzio non appartenga soltanto al saggio, il NuovoMille, liberale ma non stupido, non concorda sull’opportunità della spesa, non crede, fino a prova contraria (ma chissà se la prova arriverà mai), che la pubblicità attratta da Celentano ripaghi ampiamente il ricco cachè e soprattutto non pensa che Celentano sia così bravo da giustificare un compenso così ricco. Erano ugualmente bravi, se non più bravi, altri “ragazzi del clan” (chi non ricorda Don Backy!) che hanno concorso al successo di Celentano e sono stati gradualmente ”esonerati” dal clan e dalla Rai. Ci sarà stato un motivo. Il NuovoMille è pronto ad ospitare testimonianze.
N.B. La dichiarazione di Celentano che il cachè verra destinato a beneficenza, non cambia di una virgola il giudizio del NuovoMille. Infatti, ferma restando la verifica di effettiva destinazione del compenso, previa imposizione fiscale a carico del molleggiato, perchè l’importo prima di essere destinato entrerà nelle sue disponibilità, ed acquisita, a questo punto, pubblica consapevolezza del disagiato ente destinatario, sia consentito osservare che la beneficenza si fa con i propri soldi e magari osservando l’aurea regola del silenzio insegnata dal Vangelo. Questo sì sarebbe stato un silenzio d’oro.
Commenti (1)


Ao…c’avevate ragione voi. Era meglio se stava zitto. PESSIMO CELENTANO!